lunedì 8 luglio 2013
Conoscere gli animali: Le regole d'oro per alimentare un gatto giovane
Conoscere gli animali: Le regole d'oro per alimentare un gatto giovane: Nel gatto, al raggiungimento dei sei mesi la crescita corporea e lo sviluppo psichico sono quasi del tutto ultimati, è tuttavia soprattutt...
Le regole d'oro per alimentare un gatto giovane
Nel gatto, al raggiungimento dei sei mesi la crescita corporea e lo sviluppo psichico sono quasi del tutto ultimati, è tuttavia soprattutto nell'anno successivo (terminato il quale il giovane animale entra nell'età adulta) che avviene quella vera e propria maturazione capace di portare il nostro piccolo amico a diventare, sotto gli aspetti fisico ed etologico, un felino sotto tutti i punti di vista.
In questo periodo l'alimentazione è particolarmente importante, in quanto eventuali errori nutrizionali sono in grado di ripercuotersi negativamente sul futuro dei nostri beniamini con la coda.
Ecco, dunque, alcuni suggerimenti nutrizionali da seguire, in gradi di permettere al giovane micio di crescere in maniera armonica ed equilibrata.
COSA NON DEVE MANCARE NELL'ALIMENTAZIONE
QUANTI PASTI AL GIORNO?
In questo periodo l'alimentazione è particolarmente importante, in quanto eventuali errori nutrizionali sono in grado di ripercuotersi negativamente sul futuro dei nostri beniamini con la coda.
Ecco, dunque, alcuni suggerimenti nutrizionali da seguire, in gradi di permettere al giovane micio di crescere in maniera armonica ed equilibrata.
COSA NON DEVE MANCARE NELL'ALIMENTAZIONE
- Le proteine sono, come è ben noto, componenti nutritivi essenziali, indispensabili per la costituzione di tutti i tessuti e gli organi, compresa la muscolatura. Il fabbisogno proteico di un giovane gatto è molto elevato (circa il 35-40% del totale) e deve assolutamente essere rispettato se vogliamo che il nostro amico di casa goda continuamente di buona salute.
- Le funzioni dei lipidi sono numerose: soprattutto, però, essi apportano all'animale l'energia necessaria per il corretto funzionamento di organi e apparati, veicolano le vitamine liposolubili e rendono la razione più appetibile. Gli acidi grassi della serie Omega 3 e Omega 6 migliorano lo sviluppo motorio del giovane felino e contribuiscono al tempo stesso al mantenimento della buona salute di cute e pelliccia.
- L'integrazione con antiossidanti contribuisce non solo a neutralizzare i dannosi radicali liberi che si sviluppano nell'organismo, ma anche a rafforzare il sistema immunitario. Ciò è più che mai valido per un organismo in crescita, le cui difese sono da un lato stimolate dalle vaccinazioni e dall'altro messe a dura prova dagli agenti patogeni presenti nell'ambiente.
- Anche la costante disponibilità di vitamine e sali minerali a dosaggi ottimali è necessaria: senza questi elementi, infatti, il nostro amico a quattro zampe presenterà problemi di varia natura su base carenziale e non ultimerà in maniera adeguata lo sviluppo psico-fisico. La scelta del mangime ideale dovrebbe essere compiuta sulla scorta dei consigli dispensati dal vostro veterinario di fiducia. In ogni caso, nei negozi specializzati non è difficile reperire mangimi completi, secchi e umidi, formulati in base alle esigenze dietetiche di un gatto in fase di crescita.
QUANTI PASTI AL GIORNO?
La maggior parte dei gatti, si sa, ama mangiare poco e spesso. Ciò deriva dalle loro abitudini naturali di cacciatori solitari, che li porta a catturare e consumare sette/nove piccole prede nell'arco delle ventiquattr'ore. Per tale motivo, è importante rispettare questa esigenza e somministrare quantitativi scarsi e frequenti di cibo nel corso della giornata, senza dimenticare uno o più pasti notturni.
Quanto alle necessità idriche, anche se per lo più i piccoli felini bevono poco o nulla, è determinante che la ciotola dell'acqua, fresca e pulita, sia sempre a loro disposizione. Per coloro che non amano l'acqua "ferma", è raccomandabile invogliarli più volte al giorno a bere l'acqua corrente erogata dai rubinetti.
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lunedì 18 marzo 2013
Conoscere gli animali: Il Burmese
Conoscere gli animali: Il Burmese: Il Burmese è una delle razze più antiche, si pensa fosse diffuso già cinque secoli fa in Oriente. La sua taglia può variare dai 5 chili p...
Il Burmese
Il Burmese è una delle razze più antiche, si pensa fosse diffuso già cinque secoli fa in Oriente.
La sua taglia può variare dai 5 chili per il maschio ai 4 chili per le femmine, vive mediamente 15 anni.
Il suo pelo è molto corto, privo del sottopelo e molto aderente al corpo. I colori ammessi possono essere il chocolate, il blu, il lilac, il rosso, il crema e lo squama di tartaruga, ma il colore tipico è lo zibellino.
La testa deve essere triangolare, con muso corto e con un leggero stop nasale, le orecchie arrotondate.
Il corpo, abbastanza lungo, è slanciato e dotato di una coda sottile.
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A CHI È ADATTO
Il Burmese è un gatto molto dolce e affettuoso che cerca il contatto con il padrone. È un gatto molto estroverso e sa essere molto comunicativo, è consigliato a padroni affettuosi e presenti.
Non è un gatto particolarmente adatto al giardino, in quanto teme il freddo, le correnti d'aria e le zone umide. Può vivere molto tranquillamente anche in appartamenti piccoli.
LE SUE NECESSITÀ
Il morbidissimo mantello del Burmese non richiede cure specifiche, basta una spazzolata alla settimana. Attenzione solo alla pulizia delle orecchie e a quella degli angoli dell'occhio.
Essendo una razza antica gode di buona salute, basta solo evitare gli sbalzi di temperatura e le correnti d'aria.
Per mantenere la caratteristica morbidezza e lucidità del manto tipo "visone" è necessario alimentarlo con cibi di qualità. Fate attenzione alla vecchiaia, dove tende ad ingrassare se alimentato scorrettamente.
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La sua taglia può variare dai 5 chili per il maschio ai 4 chili per le femmine, vive mediamente 15 anni.
Il suo pelo è molto corto, privo del sottopelo e molto aderente al corpo. I colori ammessi possono essere il chocolate, il blu, il lilac, il rosso, il crema e lo squama di tartaruga, ma il colore tipico è lo zibellino.
La testa deve essere triangolare, con muso corto e con un leggero stop nasale, le orecchie arrotondate.
Il corpo, abbastanza lungo, è slanciato e dotato di una coda sottile.
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A CHI È ADATTO
Il Burmese è un gatto molto dolce e affettuoso che cerca il contatto con il padrone. È un gatto molto estroverso e sa essere molto comunicativo, è consigliato a padroni affettuosi e presenti.
Non è un gatto particolarmente adatto al giardino, in quanto teme il freddo, le correnti d'aria e le zone umide. Può vivere molto tranquillamente anche in appartamenti piccoli.
LE SUE NECESSITÀ
Il morbidissimo mantello del Burmese non richiede cure specifiche, basta una spazzolata alla settimana. Attenzione solo alla pulizia delle orecchie e a quella degli angoli dell'occhio.
Essendo una razza antica gode di buona salute, basta solo evitare gli sbalzi di temperatura e le correnti d'aria.
Per mantenere la caratteristica morbidezza e lucidità del manto tipo "visone" è necessario alimentarlo con cibi di qualità. Fate attenzione alla vecchiaia, dove tende ad ingrassare se alimentato scorrettamente.
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venerdì 8 marzo 2013
Conoscere gli animali: L'Egyptian Mau
Conoscere gli animali: L'Egyptian Mau: L'Egyptian Mau è un gatto molto antico, si pensa infatti che convivesse addirittura con gli uomini dell'Antico Egitto, almeno fin ...
L'Egyptian Mau
L'Egyptian Mau è un gatto molto antico, si pensa infatti che convivesse addirittura con gli uomini dell'Antico Egitto, almeno fin dal 1400 a.C.
La sua taglia varia dai 4 ai 5 chili e vive in media circa 12 anni. Il suo pelo ha una lunghezza medio-corta, di ottima elasticità e con una tessitura fine e setosa. Il colore più diffuso è la varietà black smoke, bronzee spotted e tabby silver spotted.
Le zampe posteriori del Egyptian Mau devono superare in lunghezza quelle anteriori, la testa non deve essere spigolosa ma tondeggiante e gli occhi sono di colore verde chiaro.
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A CHI È ADATTO
L'Egyptian Mau è un gatto riservato, dal carattere mansueto e generalmente lega solo con un solo membro della famiglia, dimostrandosi piuttosto diffidente con gli estranei.
È un gatto molto attivo e vivace ed ha bisogno di molto spazio. Si adatta facilmente alla vita domestica, ma richiede una casa dotata di terrazzo o di un piccolo giardino vista la sua grande vitalità.
Ama il caldo e adora riposare al sole.
LE SUE NECESSITÀ
L'Egyptian Mau è un gatto piuttosto delicato, non sopporta il freddo e rischia di ammalarsi seriamente se sottoposto a sbalzi di temperatura. Soprattutto in inverno è soggetto a raffreddamenti e polmoniti: per prevenirne l'insorgere bisogna tenerlo in casa al caldo. Inoltre, sempre durante i mesi invernali è bene inserire, nel suo giaciglio, un bel maglione di lana.
Il mantello richiede poca cura, è sufficiente una spazzolata alla settimana.
Il cibo per l'Egyptian Mau non richiede particolari attenzioni, ricordatevi solo di alternare il cibo secco a quello umido al fine di non affaticare troppo i reni.
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La sua taglia varia dai 4 ai 5 chili e vive in media circa 12 anni. Il suo pelo ha una lunghezza medio-corta, di ottima elasticità e con una tessitura fine e setosa. Il colore più diffuso è la varietà black smoke, bronzee spotted e tabby silver spotted.
Le zampe posteriori del Egyptian Mau devono superare in lunghezza quelle anteriori, la testa non deve essere spigolosa ma tondeggiante e gli occhi sono di colore verde chiaro.
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A CHI È ADATTO
L'Egyptian Mau è un gatto riservato, dal carattere mansueto e generalmente lega solo con un solo membro della famiglia, dimostrandosi piuttosto diffidente con gli estranei.
È un gatto molto attivo e vivace ed ha bisogno di molto spazio. Si adatta facilmente alla vita domestica, ma richiede una casa dotata di terrazzo o di un piccolo giardino vista la sua grande vitalità.
Ama il caldo e adora riposare al sole.
LE SUE NECESSITÀ
L'Egyptian Mau è un gatto piuttosto delicato, non sopporta il freddo e rischia di ammalarsi seriamente se sottoposto a sbalzi di temperatura. Soprattutto in inverno è soggetto a raffreddamenti e polmoniti: per prevenirne l'insorgere bisogna tenerlo in casa al caldo. Inoltre, sempre durante i mesi invernali è bene inserire, nel suo giaciglio, un bel maglione di lana.
Il mantello richiede poca cura, è sufficiente una spazzolata alla settimana.
Il cibo per l'Egyptian Mau non richiede particolari attenzioni, ricordatevi solo di alternare il cibo secco a quello umido al fine di non affaticare troppo i reni.
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mercoledì 13 febbraio 2013
Conoscere gli animali: Il Chihuahua
Conoscere gli animali: Il Chihuahua: Il Chihuahua è il cane più piccolo del mondo. Mediamente il suo peso è poco oltre il chilo e mezzo, ma esistono molti esemplari al di sott...
Il Chihuahua
Il Chihuahua è il cane più piccolo del mondo. Mediamente il suo peso è poco oltre il chilo e mezzo, ma esistono molti esemplari al di sotto del chilo. La sua vita media è di circa 15 anni.
Il pelo si divide in due varietà: nella varietà a pelo lungo il mantello è ondulato, mentre nella varietà a pelo corto il mantello è lucente.
La taglia va dai 16 ai 20 cm con peso da 1 a 3 kg.
Il corpo è cilindrico e leggermente più lungo che alto, ha arti sottili e leggeri, e la coda moderatamente lunga e ricurva. La testa è rotonda con occhi scuri e orecchie diritte o inclinate a 45° (a riposo).
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A CHI È ADATTO
Il Chihuahua è adatto a chi cerca un amico invadente, petulante e allegro! Inoltre non gli manca di certo il coraggio: nonostante le minuscole dimensioni non ha alcun problema a fronteggiare cani più grandi.
È un perfetto cane da salotto che adora divani e cuscini; inoltre con un po' di pazienza è possibile riuscire ad abituarlo a convivere con altri animali.
Attenzione al freddo: non lo sopporta e deve sempre essere coperto.
LE SUE NECESSITÁ
Il Chihuahua necessita di pulizia frequente del contorno occhi (usare sempre una garza), molto importante anche il taglio delle unghie ogni 15 giorni circa, e infine spazzolare il mantello almeno una volta la settimana.
Una caratteristica congenita del Chihuahua è la tosse frequente che si accentua quando è contento o eccitato. Inoltre è molto soggetto al tartaro: va quindi rimosso con l'aiuto del veterinario.
Il Chihuahua è un cagnolino piccolo che però tende ad ingrassare se alimentato in modo scorretto, concordate con il veterinario la dieta giusta.
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Il pelo si divide in due varietà: nella varietà a pelo lungo il mantello è ondulato, mentre nella varietà a pelo corto il mantello è lucente.
La taglia va dai 16 ai 20 cm con peso da 1 a 3 kg.
Il corpo è cilindrico e leggermente più lungo che alto, ha arti sottili e leggeri, e la coda moderatamente lunga e ricurva. La testa è rotonda con occhi scuri e orecchie diritte o inclinate a 45° (a riposo).
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A CHI È ADATTO
Il Chihuahua è adatto a chi cerca un amico invadente, petulante e allegro! Inoltre non gli manca di certo il coraggio: nonostante le minuscole dimensioni non ha alcun problema a fronteggiare cani più grandi.
È un perfetto cane da salotto che adora divani e cuscini; inoltre con un po' di pazienza è possibile riuscire ad abituarlo a convivere con altri animali.
Attenzione al freddo: non lo sopporta e deve sempre essere coperto.
LE SUE NECESSITÁ
Il Chihuahua necessita di pulizia frequente del contorno occhi (usare sempre una garza), molto importante anche il taglio delle unghie ogni 15 giorni circa, e infine spazzolare il mantello almeno una volta la settimana.
Una caratteristica congenita del Chihuahua è la tosse frequente che si accentua quando è contento o eccitato. Inoltre è molto soggetto al tartaro: va quindi rimosso con l'aiuto del veterinario.
Il Chihuahua è un cagnolino piccolo che però tende ad ingrassare se alimentato in modo scorretto, concordate con il veterinario la dieta giusta.
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martedì 22 gennaio 2013
Conoscere gli animali: Il Certosino
Conoscere gli animali: Il Certosino: Razza antica, il Certosino affonda le sue origini nella notte dei tempi. Leggenda vuole che i primi esemplari siano stati allevati dai mon...
Il Certosino
Razza antica, il Certosino affonda le sue origini nella notte dei tempi. Leggenda vuole che i primi esemplari siano stati allevati dai monaci francesi della Grande Certosa, da cui prenderebbero il nome, ma abbiamo notizie che ci parlano di gatti simili provenienti dal Medio Oriente e da Malta, arruolati sui mercantili di ritorno dalla Terra Santa con il compito di tenere i topi lontano dalle provviste.
Razza diffusissima, il Certosino deve la sua fortuna al fatto che è un animale sano e robusto, che non richiede cure eccessive. Celebre per il mantello grigio-blu e gli occhi d'oro, è un gatto socievole anche se indipendente.
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DENTRO E FUORI CASA
Come tutti i gatti eccellenti nella caccia, anche il Certosino è un animale di grande intelligenza. Ciò lo rende un perfetto micio da appartamento, poiché impara con facilità cosa si può e non si può fare in casa. È il gatto ideale per chi vuole tenerlo in giardino, poiché non soffre le temperature eccessivamente rigide o umide, grazie al fitto mantello ricco di caldo sottopelo. Il giardino di campagna è il suo habitat ideale per le battute di caccia a grossi insetti e topi.
Se lo teniamo in casa, in un ambiente di dimensioni non eccessive, dobbiamo stare attenti alla sua dieta: soprattutto in età avanzata, se sterilizzato, tende ad ingrassare se nutrito con avanzi o diete ipercaloriche.
UN DISCRETO GIOCHERELLONE
Il Certosino è il gatto ideale per chi cerca un compagno discreto e indipendente. È infatti un gatto maturo, esigente e responsabile, che si lascia andare solo con il proprio padrone e mai in presenza degli estranei.
- Data la sua riservatezza, non ama gli ambienti troppo chiassosi e pretende che i suoi spazi e i suoi movimenti di riservatezza vengano rispettati.
- Non apprezza che ci si prenda troppe libertà nei suoi confronti, poiché sarà lui a far sapere quando vorrà essere coccolato o quando sarà pronto a intraprendere divertentissime e buffe scorrazzate giocose. Tutta questa riservatezza non ci deve però far dimenticare che è un animale sensibile, sopratutto se maschio castrato, che potrebbe avvertire la nostra prolungata assenza come un segno di abbandono.
- Trattandosi di un abile cacciatore sarà una vera soddisfazione giocare con lui al lancio della pallina e a nascondino.
ATTENZIONE A NON CONFONDERLO
Capita spesso di vedere confondere il Certosino con altre razze che hanno nel colore grigio-blu del mantello la loro caratteristica principale.
L'errore più comune è confondere un Certosino con un British Shorthair blu. Ciò è comprensibile, soprattutto se si pensa che, nel Secondo Dopoguerra, causa l'impoverimento delle linee di sangue, alcuni allevatori decisero di ibridare il Certosino con il British. Addirittura, nel 1970, la Fife decise di radunare le due razze in un unico standard, finché, l'allevatore francese Jean Simonnet riuscì a ristabilire l'ordine iniziale. Il muso del Certosino, per quanto reso pieno dalle caratteristiche guance, non è tondo come quello del British così come gli occhi risultano più ovali.
Meno probabile è confondere un Certosino con un Blu di Russia, poiché questi ultimi sono molto più snelli e hanno occhi tassativamente verdi, invece che gialli.
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martedì 18 dicembre 2012
Conoscere gli animali: Proteggiamo i nostri amici dal freddo
Conoscere gli animali: Proteggiamo i nostri amici dal freddo: Siamo ormai nella stagione fredda e dobbiamo pensare a come aiutare il nostro cane o il nostro gatto a non soffrire il freddo e a combatte...
Proteggiamo i nostri amici dal freddo
Siamo ormai nella stagione fredda e dobbiamo pensare a come aiutare il nostro cane o il nostro gatto a non soffrire il freddo e a combattere gli acciacchi invernali.
Innanzitutto è bene dire fin dall'inizio che non tutti i cani soffrono il freddo. La taglia non c'entra, così come non c'entra la quantità di pelo che forma il suo mantello: il Labrador è un cane a pelo raso che non si può certo dire soffra il freddo, visto che ama bagnarsi anche nelle acque gelate dei ruscelli di montagna in pieno inverno. Ci sono razze, come quelle nordiche, il cui pelo corto e non abbondante è ricoperto di grasso proprio per permettere all'acqua di evaporare facilmente e scorrere via senza inzuppare il sottopelo raffreddando la pelle.
Al contrario ci sono razze, come il Chihuahua o lo Yorkshire, privi o quasi di sottopelo, che hanno bisogno di una mano per non prendersi qualche brutto malanno nelle stagioni fredde.
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GLI SBALZI DI TEMPERATURA
Quello che più minaccia la salute del nostro cane in inverno non è tanto il freddo in sé quanto lo sbalzo di temperatura. Entrare in un ambiente surriscaldato come un grande magazzino quando si è rimasti fuori al freddo per molto tempo, per esempio, può esporre il cane a molti rischi. Per questo motivo è bene non portarlo con noi se prevediamo di entrare e uscire da ambienti di questo tipo.
La stessa precauzione vale per quando rientriamo in casa: è sempre bene lasciarlo acclimatare un po' prima di lasciarlo andare nella sua cesta calda o, peggio, vicino a un calorifero.
L'acqua e la neve sono un vero pericolo per la salute del cane perchè possono causare raffreddamenti prolungati bagnando la cute. È quindi importante assicurarsi di averlo asciugato bene al rientro per impedire che l'acqua evapori lentamente rimanendo imprigionata sotto il pelo causando umidità continua. Va ricordato che i cani di taglia piccola o con le zampe corte si bagnano addome e torace più facilmente per il contatto con neve o pozzanghere.
LE MALATTIE DEL FREDDO
Il freddo e l'umidità possono causare non pochi problemi di salute. Prima di tutto dobbiamo prendere in esame le patologie dell'apparato respiratorio, come le bronchiti e le polmoniti che, se trascurate o prese in forma acuta, possono portare anche al decesso.
E IL MICIO?
Il freddo è una situazione che il gatto non solo non gradisce, ma che può provocare anche problemi di salute. Per questo non è il caso di sottovalutare i sintomi da raffreddamento e fare di tutto per prevenirli.
Anche in questo caso il vero problema non è il freddo ma lo sbalzo termico: soprattutto se l'ambiente casalingo in cui vivono ha un "microclima" molto caldo e secco rispetto all'esterno e il gatto ha l'abitudine di uscire sul balcone o in giardino.
I malanni in cui può incorrere il nostro gatto sono quelli comuni anche negli uomini: bronchiti, riniti, congiuntiviti e, nei casi più gravi, broncopolmoniti. Come sempre, a essere più esposti al rischio di contrarre una di queste malattie sono i cuccioli e i gatti anziani, perchè il loro sistema immunitario è meno efficiente. Oltretutto, i secondi possono soffrire anche di disturbi alle articolazioni e addirittura di artrosi.
GATTI E FREDDO: ISTRUZIONI PER L'USO
Nonostante quanto si sente spesso dire, nella stagione fredda il gatto non ha la necessità di mangiare una quantità maggiore di cibo, soprattutto se è previsto che trascorrerà la maggior parte del tempo in casa, al caldo: piuttosto, è il caso di variare la sua dieta, proponendogli alimenti che lo riforniscano di vitamine, sali minerali e grassi.
Tra i gatti che devono essere protetti a tutti i costi dalle malattie da raffreddamento, quelli affetti da FIV (Immunodeficienza Virale Felina) sono tra i più delicati. Poiché la loro malattia determina un abbassamento delle difese immunitarie del loro organismo, questi gatti possono vedere la propria salute compromessa anche da un banale raffreddore. Occorre, dunque, avere un occhio di riguardo in più.
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Innanzitutto è bene dire fin dall'inizio che non tutti i cani soffrono il freddo. La taglia non c'entra, così come non c'entra la quantità di pelo che forma il suo mantello: il Labrador è un cane a pelo raso che non si può certo dire soffra il freddo, visto che ama bagnarsi anche nelle acque gelate dei ruscelli di montagna in pieno inverno. Ci sono razze, come quelle nordiche, il cui pelo corto e non abbondante è ricoperto di grasso proprio per permettere all'acqua di evaporare facilmente e scorrere via senza inzuppare il sottopelo raffreddando la pelle.
Al contrario ci sono razze, come il Chihuahua o lo Yorkshire, privi o quasi di sottopelo, che hanno bisogno di una mano per non prendersi qualche brutto malanno nelle stagioni fredde.
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GLI SBALZI DI TEMPERATURA
Quello che più minaccia la salute del nostro cane in inverno non è tanto il freddo in sé quanto lo sbalzo di temperatura. Entrare in un ambiente surriscaldato come un grande magazzino quando si è rimasti fuori al freddo per molto tempo, per esempio, può esporre il cane a molti rischi. Per questo motivo è bene non portarlo con noi se prevediamo di entrare e uscire da ambienti di questo tipo.
La stessa precauzione vale per quando rientriamo in casa: è sempre bene lasciarlo acclimatare un po' prima di lasciarlo andare nella sua cesta calda o, peggio, vicino a un calorifero.
L'acqua e la neve sono un vero pericolo per la salute del cane perchè possono causare raffreddamenti prolungati bagnando la cute. È quindi importante assicurarsi di averlo asciugato bene al rientro per impedire che l'acqua evapori lentamente rimanendo imprigionata sotto il pelo causando umidità continua. Va ricordato che i cani di taglia piccola o con le zampe corte si bagnano addome e torace più facilmente per il contatto con neve o pozzanghere.
LE MALATTIE DEL FREDDO
Il freddo e l'umidità possono causare non pochi problemi di salute. Prima di tutto dobbiamo prendere in esame le patologie dell'apparato respiratorio, come le bronchiti e le polmoniti che, se trascurate o prese in forma acuta, possono portare anche al decesso.
- Possono manifestarsi anche patologie a carico dell'apparato digerente. È noto, per esempio, che ai cani piace mangiare le neve facilitando l'ingestione di batteri che possono causare gastriti violente.
- Durante i periodi più freddi dell'anno i cani che presentano problemi articolari o artrosi subiscono un inevitabile acutizzarsi dei loro dolori.
- Nei cani a pelo lungo le neve può formare dei blocchi di ghiaccio sotto le zampe e tra le dita, arrivando perfino a rendere difficoltosi i movimenti.
- Da non sottovalutare anche il pericolo avvelenamento: i cani hanno sempre il muso e il naso a contatto con il terreno, rendendo assai facile il contatto delle mucose con scarti di liquido antigelo, per loro molto "golosi" per via del sapore dolciastro, o il sale sporco usato per evitare che i marciapiedi diventino lastre di ghiaccio.
E IL MICIO?
Il freddo è una situazione che il gatto non solo non gradisce, ma che può provocare anche problemi di salute. Per questo non è il caso di sottovalutare i sintomi da raffreddamento e fare di tutto per prevenirli.
Anche in questo caso il vero problema non è il freddo ma lo sbalzo termico: soprattutto se l'ambiente casalingo in cui vivono ha un "microclima" molto caldo e secco rispetto all'esterno e il gatto ha l'abitudine di uscire sul balcone o in giardino.
I malanni in cui può incorrere il nostro gatto sono quelli comuni anche negli uomini: bronchiti, riniti, congiuntiviti e, nei casi più gravi, broncopolmoniti. Come sempre, a essere più esposti al rischio di contrarre una di queste malattie sono i cuccioli e i gatti anziani, perchè il loro sistema immunitario è meno efficiente. Oltretutto, i secondi possono soffrire anche di disturbi alle articolazioni e addirittura di artrosi.
GATTI E FREDDO: ISTRUZIONI PER L'USO
Tra i gatti che devono essere protetti a tutti i costi dalle malattie da raffreddamento, quelli affetti da FIV (Immunodeficienza Virale Felina) sono tra i più delicati. Poiché la loro malattia determina un abbassamento delle difese immunitarie del loro organismo, questi gatti possono vedere la propria salute compromessa anche da un banale raffreddore. Occorre, dunque, avere un occhio di riguardo in più.
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martedì 27 novembre 2012
Conoscere gli animali: Il Terranova
Conoscere gli animali: Il Terranova: Il Terranova è un grande cane da salvataggio in acqua, ha un aspetto poderoso, massiccio e muscoloso, una testa larga e corta. È un cane d...
Il Terranova
Il Terranova è un grande cane da salvataggio in acqua, ha un aspetto poderoso, massiccio e muscoloso, una testa larga e corta. È un cane di grande intelligenza, dotato di indole dolce ed equilibrata che vive mediamente 12 anni.
Il suo pelo è abbastanza lungo, morbido e ondulato che sulle gambe forma delle frange. Può essere di colore completamente nero, bianco e nero oppure marrone. La sua taglia può variare dai 63 ai 73 cm e il peso dai 60 ai 65 kg. Ha testa grossa e imponente con stop (avvallamento che unisce la fronte alla canna nasale) evidente ma non marcato, il corpo è massiccio, gli occhi sono piccoli e scuri senza membrane, la coda forte e molto larga alla base.
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A CHI È ADATTO
Il Terranova è adatto a un padrone che cerca un compagno intelligente e tranquillo, da non lasciare solo per periodi troppo lunghi. È un cane solitamente molto ubbidiente che può essere impiegato anche nella Pet Therapy (attività mediche, sia fisiche che psicologiche pensate per fornire un aiuto al paziente tramite l'affidamento temporaneo di animali domestici, soprattutto cani, gatti e cavalli).
Il suo habitat ideale e all'aperto in quanto il suo pelo folto e il bisogno di moto gli fanno amare i grandi spazi, ma grazie al suo carattere placido ed educato sa adattarsi anche alla vita cittadina.
LE SUE NECESSITÀ
Il folto mantello del Terranova necessita di una spazzolata ogni due giorni senza però rovinare gli strati più interni del pelo.
Matura non prima dei due anni di età, perciò è necessaria una buona dose di pazienza nell'educarlo.
È un cane robusto, privo di difetti genetici; bisogna solo avere un occhio di riguardo nei confronti della femmina: il suo accoppiamento non deve avvenire prima del secondo e dopo il sesto anno di età.
Essendo piuttosto pigro va spronato a compiere del movimento quotidiano per evitare che ingrassi, è consigliabile anche dividere la razione giornaliera in più pasti, soprattutto in tarda età.
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Il suo pelo è abbastanza lungo, morbido e ondulato che sulle gambe forma delle frange. Può essere di colore completamente nero, bianco e nero oppure marrone. La sua taglia può variare dai 63 ai 73 cm e il peso dai 60 ai 65 kg. Ha testa grossa e imponente con stop (avvallamento che unisce la fronte alla canna nasale) evidente ma non marcato, il corpo è massiccio, gli occhi sono piccoli e scuri senza membrane, la coda forte e molto larga alla base.
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A CHI È ADATTO
Il Terranova è adatto a un padrone che cerca un compagno intelligente e tranquillo, da non lasciare solo per periodi troppo lunghi. È un cane solitamente molto ubbidiente che può essere impiegato anche nella Pet Therapy (attività mediche, sia fisiche che psicologiche pensate per fornire un aiuto al paziente tramite l'affidamento temporaneo di animali domestici, soprattutto cani, gatti e cavalli).
Il suo habitat ideale e all'aperto in quanto il suo pelo folto e il bisogno di moto gli fanno amare i grandi spazi, ma grazie al suo carattere placido ed educato sa adattarsi anche alla vita cittadina.
LE SUE NECESSITÀ
Il folto mantello del Terranova necessita di una spazzolata ogni due giorni senza però rovinare gli strati più interni del pelo.
Matura non prima dei due anni di età, perciò è necessaria una buona dose di pazienza nell'educarlo.
È un cane robusto, privo di difetti genetici; bisogna solo avere un occhio di riguardo nei confronti della femmina: il suo accoppiamento non deve avvenire prima del secondo e dopo il sesto anno di età.
Essendo piuttosto pigro va spronato a compiere del movimento quotidiano per evitare che ingrassi, è consigliabile anche dividere la razione giornaliera in più pasti, soprattutto in tarda età.
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mercoledì 31 ottobre 2012
Conoscere gli animali: Il Pinscher
Conoscere gli animali: Il Pinscher: Forse il Pinscher è uno dei cani più antichi che esistano: molti reperti archeologici dimostrano che cani dal cranio simile a quello d...
Il Pinscher
Ma dopo essere sopravvissuti per millenni senza modificarsi, alla fine dell'Ottocento l'uomo ha deciso di "intervenire" su questa razza, suddividendola in razze con caratteristiche diverse. Si presume infatti che dal ceppo primitivo, dopo vari incroci, abbiano avuto origine il Pinscher vero e proprio, il Dobermann e perfino lo Schnauzer, tutti cani molto simili fra loro.
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COME EDUCARLO
Stabiliamo col nostro nuovo amico, e da subito, le regole essenziali di convivenza. Il cucciolo va infatti cresciuto con dolcezza ma anche con fermezza, e deve capire che ci sono cose che non si possono mai fare.
Non dobbiamo mai trattarlo duramente, grida e punizioni sono controproducenti.
Se dovesse reagire negativamente a un rimprovero, o addirittura mordere o cercare di mordere non usiamo la violenza (peggiora solo la situazione) ma rivolgiamoci a un educatore o a un esperto di comportamento.
Premiamolo quando giochiamo e risponde ai nostri comandi.
PER TENERLO PULITO
Il Pinscher non richiede particolari attenzioni e non raccoglie sporcizia quando si va a passeggio. Quindi dobbiamo limitarci a poche, essenziali cure:
- Una spazzolata una volta la settimana (tutti i giorni durante la muta).
- Controllo delle orecchie una volta la settimana, pulendole con un batuffolo di cotone umido.
- Controllo e taglio delle unghie una volta ogni tre settimane circa.
- Pulizia dei denti una volta la settimana usando uno spazzolino morbido.
- Un bel bagno tre, quattro volte l'anno: bagni troppo frequenti possono causare irritazione all'epidermide.
UN MODELLO DI OBBEDIENZA
Il Pinscher è un cane dolcissimo col suo proprietario a ha grandi capacità di apprendimento. Ma sa anche essere coraggioso e intrepido, il che gli consente di essere anche un ottimo cane da guardia: segnala qualsiasi movimento o rumore insoliti, non gli sfugge nulla e difende il suo territorio e i suoi padroni senza mai esitare ad affrontare qualunque situazione.
Fedele e devoto, è molto ubbidiente al suo padrone, ma non accetta imposizioni da parte di estranei. Gli piace vivere in appartamento, ma dobbiamo portarlo fuori spesso per fargli sfogare la sua energia.
Accetta senza problemi anche altri animali, ma è gelosissimo delle sue cose e non accetta che qualcuno gliele tocchi.
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mercoledì 24 ottobre 2012
Conoscere gli animali: Il British Shorthair
Conoscere gli animali: Il British Shorthair: I primi gatti British Shorthair furono presentati a Londra in un'esposizione felina nel 1871. L'allevatore inglese Harrison Weir, propriet...
Il British Shorthair
I primi gatti British Shorthair furono presentati a Londra in un'esposizione felina nel 1871. L'allevatore inglese Harrison Weir, proprietario dei gatti, li selezionò partendo dai comuni gatti randagi inglesi, caratterizzati da muscolatura solida e lineamenti tondeggianti (gatti con molta probalità discendenti dal gatto africano Felis Lyhica, portato in Scozia dai romani quasi 2000 anni fa e i cui discendenti divennero comuni in tutte le campagne inglesi, apprezzati soprattutto dai contadini come cacciatori di topi).
Si può parlare, però, di un vero e proprio allevamento del British soltanto dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando la razza venne incrociata con il Persiano. L'incrocio permise al British Shorthair di recuperare la struttura originaria: il mantello divenne più spesso e fitto, la testa e il corpo acquisirono le tipiche rotondità.
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IL SUO CARATTERE
Il British Shorthair è un micio riservato, ma anche molto curioso. Tiene alla sua indipendenza, ma questo non esclude che si affezioni in modo profondo ai membri della famiglia in cui vive.
Non essendo un gatto "invadente", il British Shorthair può talora apparire indifferente a chi gli sta intorno. In realtà, sa comunicare con il suo proprietario per richiedere tutte le attenzioni e le carezze di cui ha desiderio. È curioso e partecipa con interesse alla vita della famiglia.
Il British Shorthair ama i grandi spazi e, quindi, l'ideale per lui sarebbe vivere in una casa che abbia anche un giardino. Si accontenta, però, anche di un terrazzo oppure di uscire sul balcone.
Grazie alla struttura massiccia e al pelo spesso e folto, si adatta a qualsiasi clima. Non teme il freddo, ma ha bisogno di dormire in un luogo caldo e riparato.
Quando piove e il cielo è coperto, ama stare su davanzali o balconi ad ammirare il paesaggio.
UN AMICO PER TUTTI
Si potrebbe definirlo il classico "gatto da casa" poiché è abituato da secoli a vivere assieme all'uomo.
È adatto a qualsiasi tipo di persona, poiché ha uno spirito piuttosto indipendente e non richiede attenzioni e cure particolari. Lo si trova spesso in casa di persone sole e anziane, ma è anche il compagno di giochi ideale per i bambini e un amico per adolescenti e adulti.
In genere convive bene con i cani, ma non ama molto i suoi simili e sopporta ancora meno uccelli o piccoli roditori, che risvegliano in lui l'istinto del cacciatore.
AVERNE CURA
Il British Shorthair è una razza naturale, forte e robusta, che non richiede cure particolari, eccetto che per la gestione del mantello e altre piccole attenzioni:
Si può parlare, però, di un vero e proprio allevamento del British soltanto dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando la razza venne incrociata con il Persiano. L'incrocio permise al British Shorthair di recuperare la struttura originaria: il mantello divenne più spesso e fitto, la testa e il corpo acquisirono le tipiche rotondità.
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IL SUO CARATTERE
Il British Shorthair è un micio riservato, ma anche molto curioso. Tiene alla sua indipendenza, ma questo non esclude che si affezioni in modo profondo ai membri della famiglia in cui vive.
Non essendo un gatto "invadente", il British Shorthair può talora apparire indifferente a chi gli sta intorno. In realtà, sa comunicare con il suo proprietario per richiedere tutte le attenzioni e le carezze di cui ha desiderio. È curioso e partecipa con interesse alla vita della famiglia.
Il British Shorthair ama i grandi spazi e, quindi, l'ideale per lui sarebbe vivere in una casa che abbia anche un giardino. Si accontenta, però, anche di un terrazzo oppure di uscire sul balcone.
Grazie alla struttura massiccia e al pelo spesso e folto, si adatta a qualsiasi clima. Non teme il freddo, ma ha bisogno di dormire in un luogo caldo e riparato.
Quando piove e il cielo è coperto, ama stare su davanzali o balconi ad ammirare il paesaggio.
UN AMICO PER TUTTI
Si potrebbe definirlo il classico "gatto da casa" poiché è abituato da secoli a vivere assieme all'uomo.
È adatto a qualsiasi tipo di persona, poiché ha uno spirito piuttosto indipendente e non richiede attenzioni e cure particolari. Lo si trova spesso in casa di persone sole e anziane, ma è anche il compagno di giochi ideale per i bambini e un amico per adolescenti e adulti.
In genere convive bene con i cani, ma non ama molto i suoi simili e sopporta ancora meno uccelli o piccoli roditori, che risvegliano in lui l'istinto del cacciatore.
AVERNE CURA
Il British Shorthair è una razza naturale, forte e robusta, che non richiede cure particolari, eccetto che per la gestione del mantello e altre piccole attenzioni:
- Il pelo compatto e denso deve essere spazzolato spesso (meglio con un cardatore a denti morbidi), soprattutto durante la muta, cioè quando cambia il pelo. In questo periodo è bene dare al British prodotti specifici per evitare che il pelo ingerito formi "gomitoli" nello stomaco causando problemi intestinali.
- Se trascorre molto tempo all'aperto, è necessario controllare regolarmente che non sia infestato da zecche e pulci.
- Una volta alla settimana, è bene controllare che le orecchie siano pulite e che non presentino secrezioni di cerume: in questo caso è necessario pulirle con una garzina leggermente inumidita.
- Anche gli occhi vanno controllati una volta alla settimana e puliti con un panno umido o con un batuffolo di cotone imbevuto con acqua tiepida.
- Le unghie devono essere spuntate se il gatto vive in casa o ha poche possibilità di uscire all'aperto.
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mercoledì 17 ottobre 2012
Conoscere gli animali: Le tracheiti in cane e gatto
Conoscere gli animali: Le tracheiti in cane e gatto: Con il termine di tracheite si intende un processo infiammatorio che colpisce la trachea, quell'organo che - facendo parte dell'apparato r...
Le tracheiti in cane e gatto
Con il termine di tracheite si intende un processo infiammatorio che colpisce la trachea, quell'organo che - facendo parte dell'apparato respiratorio e costituito da una serie di anelli cartilaginei disposti in sequenza - si presenta come una sorta di lungo tubo che comincia nella parte inferiore della gola, attraversa tutto il collo e termina all'interno della cassa toracica.
Il principale sintomo riscontrabile in corso di tracheite è la tosse, di norma facilmente provocabile con la stimolazione diretta della trachea.
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CAPIRE DAI SINTOMI
Sono diversi i sintomi da cui capire se il vostro amico a quattro zampe soffre di tracheite, eccone alcuni:
COME CURARLI
Nel prendere in considerazione la cura della tracheite, è in primo luogo necessario considerare che la tosse nasce come un meccanismo di difesa dell'organismo animale e che, di conseguenza, è per certi versi sbagliato sopprimerla completamente. Meglio sarebbe cercare di accelerare il processo evolutivo accompagnandolo attraverso le fasi che lo caratterizzano, fino alla scomparsa definitiva del sintomo.
A tale scopo possono essere impiegati preparati ad azione lenitiva e/o mucolitica, osservando lo sviluppo dei sintomi.
Nel caso in cui un approccio di questo genere non fosse sufficiente a risolvere il problema, può essere opportuna la disperazione di farmaci ad azione antibiotica e antinfiammatoria (eventualmente anche per uso locale, cioè mediante aerosol), sempre però secondo il giudizio del medico veterinario di fiducia.
Da ricordare, infine, come nella specie canina possa essere raccomandabile evitare per qualche tempo i collari tradizionali, sostituendoli con i cosiddetti guinzagli a pettorina.
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Il principale sintomo riscontrabile in corso di tracheite è la tosse, di norma facilmente provocabile con la stimolazione diretta della trachea.
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CAPIRE DAI SINTOMI
Sono diversi i sintomi da cui capire se il vostro amico a quattro zampe soffre di tracheite, eccone alcuni:
- Chi non ha mai sentito un cane o un gatto tossire, la prima volta difficilmente si rende conto che l'animale presenta tale sintomo: è infatti più facile scambiare la tosse per conati di vomito o sforzi espulsivi generici, messi in atto nel tentativo di eliminare qualcosa che possa essere andato di traverso o rimasto in gola.
- L'animale assume spesso una postura acquattata, estende la testa sul collo, si immobilizza ed emette una serie di suoni rochi intermittenti, al termine dei quali deglutisce vistosamente o espelle quantitativi più o meno abbondanti di materiale liquido o schiumoso.
- A seconda delle caratteristiche che la contraddistinguono, la tosse può essere secca o grassa: di solito inizia come secca (aspra), per poi trasformarsi in grassa (catarrosa) nel giro di qualche giorno e infine scomparire.
COME CURARLI
Nel prendere in considerazione la cura della tracheite, è in primo luogo necessario considerare che la tosse nasce come un meccanismo di difesa dell'organismo animale e che, di conseguenza, è per certi versi sbagliato sopprimerla completamente. Meglio sarebbe cercare di accelerare il processo evolutivo accompagnandolo attraverso le fasi che lo caratterizzano, fino alla scomparsa definitiva del sintomo.
A tale scopo possono essere impiegati preparati ad azione lenitiva e/o mucolitica, osservando lo sviluppo dei sintomi.
Nel caso in cui un approccio di questo genere non fosse sufficiente a risolvere il problema, può essere opportuna la disperazione di farmaci ad azione antibiotica e antinfiammatoria (eventualmente anche per uso locale, cioè mediante aerosol), sempre però secondo il giudizio del medico veterinario di fiducia.
Da ricordare, infine, come nella specie canina possa essere raccomandabile evitare per qualche tempo i collari tradizionali, sostituendoli con i cosiddetti guinzagli a pettorina.
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